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PIUMADORO E PIOMBOFIN
Guido Gozzano
I
Piumadoro era orfana e viveva col nonno nella
capanna del bosco. Il nonno era carbonaio ed essa
lo aiutava nel raccattar fascine e nel far carbone.
La bimba cresceva buona, amata dalle amiche e
dalle vecchiette degli altri casolari, e bella,
bella come una regina.
Un giorno di primavera vide sui garofani della
sua finestra una farfalla candida e la chiuse
tra le dita.
- Lasciami andare, per pietà!...
Piumadoro la lasciò andare.
- Grazie, bella bambina; come ti chiami?
- Piumadoro.
- Io mi chiamo Pieride del Biancospino. Vado a
disporre i miei bruchi in terra lontana. Un giorno
forse ti ricompenserò.
E la farfalla volò via.
Un altro giorno Piumadoro ghermì, a mezzo
il sentiero, un bel soffione niveo trasportato
dal vento, e già stava lacerandone la seta
leggera.
- Lasciami andare, per pietà!...
Piumadoro lo lasciò andare.
- Grazie, bella bambina. Come ti chiami?
- Piumadoro.
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