La
morte del duca d'Ofena
di Gabriele D'Annunzio
I
Quando giunse di lontano il primo clamor confuso
della ribellione, Don Filippo Cassàura aprì
subitamente le palpebre che per solito gli pesavano
su gli occhi, infiammate agli orli e arrovesciate
come quelle de' piloti che navigano per mari ventosi.
- Hai sentito? - chiese al Mazzagrogna che gli stava
da presso. E il tremito della voce tradiva lo sbigottimento
interiore.
Rispose il maggiordomo, sorridendo:
- Non abbiate paura, Eccellenza. Oggi è San
Pietro. Cantano i mietitori.
Il vecchio stette un poco in ascolto, poggiato sul
gomito, con lo sguardo ai balconi. Le cortine ondeggiavano
ai soffi caldi del libeccio. Le rondini a stormi
passavano e ripassavano, rapide come frecce, nell'aria
ardentissima.
Tutti i tetti delle case sottostanti fiammeggiavano,
quali rossastri, quali grigi. Oltre i tetti si distendeva
la campagna immensa ed opulenta, quasi tutta d'oro
in tempo di mietitura.
Di nuovo chiese il vecchio:
- Ma, Giovanni, hai sentito? |
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