La Gatta Bianca
Carlo Collodi
C'era una volta un Re il quale aveva tre figli:
tre pezzi di giovanotti forti e coraggiosi; ed
egli si era messo paura che volessero salire sul
trono prima della sua morte: tanto più,
che stando a certe voci che correvano, i suoi
figli cercavano dappertutto di farsi dei partigiani
per impadronirsi del regno.
Il Re cominciava a essere un po' in là
cogli anni, ma essendo ancora verde di spirito
e sano di mente, non se la sentiva punto di cedere
loro un posto, occupato da lui con tanta dignità.
Pensò, dunque, che il miglior partito per
vivere tranquillo fosse quello di tenerli a bocca
dolce a furia di promesse, che egli avrebbe saputo
sempre deludere e mandare in fumo.
Li chiamò nel suo gabinetto, e dopo aver
parlato alla buona di varie cose, saltò
fuori col dire:
"Miei cari figli, voi converrete meco che
la mia età avanzata non mi permette più
di accudire agli affari di Stato con lo stesso
impegno d'una volta; temo che i miei sudditi ne
abbiano a risentire i danni, ed è per questo
che ho deciso di mettere la corona sul capo a
uno di voi tre. Peraltro è ben giusto che
in compenso di un regalo simile, voi dobbiate
cercare di compiacermi nel disegno, che oramai
ho fatto, di ritirarmi in campagna. Mi pare che
un canino vispo, fido, grazioso potrebbe tenermi
un'ottima compagnia: così, senza stare
a scegliere il figlio maggiore piuttosto del minore,
io vi dichiaro che quello che
di voi tre mi porterà il canino più
bello, quello sarà il mio erede".
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