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I tre talismani
Guido Gozzano
I tre talismani
Quando i polli ebbero i denti
e la neve cadde nera
(bimbi state bene attenti)
c'era allora, c'era... c'era...
... un vecchio contadino che aveva tre figliuoli.
Quando sentì vicina l'ora della morte li
chiamò attorno al letto per l'estremo saluto.
- Figliuoli miei, io non son ricco, ma ho serbato
per ciascuno di voi un
talismano prezioso. A te, Cassandrino, che sei
poeta e il più miserabile, lascio questa
borsa logora: ogni volta che v'introdurrai la
mano troverai cento scudi.
A te, Sansonetto, che sei contadino e avrai da
sfamare molti uomini, lascio questa tovaglia sgualcita:
ti basterà distenderla in terra o sulla
tavola, perché compaiano tante portate
per quante persone tu voglia. A te, Oddo, che
sei mercante e devi di continuo viaggiare, lascio
questo mantello: ti basterà metterlo sulle
spalle e reggerlo alle cocche delle estremità,
con le braccia tese, per diventare invisibile
e farti trasportare all'istante dove tu voglia.
Il buon padre spirò poco dopo: e i tre
figli presero piangendo il loro talismano e si
separarono.
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