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Discorso intorno
alla nostra lingua
Nicolò Machiavelli
Sempre ch'io ho potuto onorare la patria mia,
eziandio con mio carico et pericolo, l'ho fatto
volentieri: perché l'uomo non ha maggiore
obbligo nella vita sua che con quella, dependendo
prima da essa l'essere, e dipoi tutto quello che
di buono la fortuna e la natura ci hanno conceduto;
e tanto viene a essere maggiore in coloro che
hanno sortito patria piú nobile. E veramente
colui il quale con l'animo et con l'opera si fa
nimico della sua patria, meritamente si può
chiamare parricida, ancora che da quella fussi
suto offeso. Perché, se
battere il padre e la madre, per qualunche cagione,
è cosa nefanda, di necessità ne
segue il lacerare la patria esser cosa nefandissima:
perché da lei mai si patisce alcuna persecutione
per la quale possa meritare d'essere da te ingiuriata,
avendo a riconoscere da quella ogni tuo bene;
tal che, s'ella si priva di parte de' suoi cittadini,
sei piú tosto obligato ringraziarla di
quelli che la si lascia, che infamarla di quelli
che la ci toglie. E quando questo sia vero (che
è verissimo), io non dubito mai d'ingannarmi
per difenderla et venire contra quelli che troppo
prosuntuosamente cercano di privarla dell'onor
suo.
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