ATTRAVERSO LO SPECCHIO
di Lewis Carroll
LO SPECCHIO
Una cosa era certa: che il micino bianco non c'entrava
affatto: la colpa era tutta del nero. Durante l'ultimo
quarto d'ora Dina, la gatta madre, aveva lavata
la faccia al micino bianco (operazione che il micino
dopo tutto, aveva sopportato con dignità);
era quindi chiaro che esso non aveva potuto aver
parte nel misfatto.
Il modo come Dina lavava la faccia ai figli era
questo: prima teneva il poverino per l'orecchio
con una zampa, e poi con l'altra gli stropicciava
tutto quanto il muso, contro pelo, principiando
dal naso; e proprio poco prima, come ho detto, era
stata occupatissima col micino bianco, che se ne
stava tranquillo e calmo tentando di far le fusa,
certo col sentimento che tutto si faceva per il
suo bene.
Ma il gattino nero era stato lavato prima in quel
pomeriggio; e così, mentre Alice se ne stava
rannicchiata in un cantuccio della maestosa poltrona,
in una specie di dormiveglia, esso s'era dato a
una gran partita di salti col gomitolo che Alice
aveva pazientemente fatto dalla matassa di lana,
rotolandolo su e giù finchè l'aveva
tutto ingarbugliato. Ed ora ecco il gomitolo sparso
sul tappeto tutto nodi e grovigli, col gattino in
mezzo che cerca di acchiapparsi la coda. |
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